dov’è la mia casa?

Valerio Malorni in Amor proprio di Caterina Silva. A cura di Claudio Libero Pisano. Foto di Emanuela Barilozzi Caruso

Nelle narrazioni, per trasformarsi in pattern un elemento deve essere ripetuto almeno due volte. Allora lo spettatore ci crede.

Noi Valerio Malorni lo abbiamo visto tre volte. E ci crediamo.

La prima è stato a REF Kids. Un appuntamento che a Roma ci voleva proprio. Una selezione teatrale bella per grandi e bambini che tornerà il prossimo anno. Qui abbiamo visto La mia grande avventura. Un monologo che racconta una storia di passaggio, un grande viaggio  di crescita attraverso la paura, in un crescendo di ritmi che incalzano le emozioni e le fanno uscire allo scoperto.

La seconda volta è stato durante la performance di Caterina Silva, Amor proprio, curata da Claudio Libero Pisano. Malorni qui era uno dei perfomer che animavano la Centrale Montemartini, trasformata in un limbo suggestivo dove vagano le anime. Quando è finita la performance siamo usciti e sulla porta del museo c’era lui. Ho guardato Orlando e glielo ho indicato chiedendo: lo riconosci? Nonostante alcune differenze dovute al trucco, Orlando ha riconosciuto immediatamente l’attore della mia grande avventura e gli ha sgranato gli occhi addosso come fosse un miracolo.

La terza volta è stato a Officina Dinamo con lo spettacolo Piccolo blu piccolo giallo. Un altro affondo alle emozioni, dove i bambini erano coinvolti, a volte messi in scena e interpellati.

Valerio Malorni: – La mamma esce di casa. Cosa dice al figlio?

Bambini: – Vado a fare la spesa.

Valerio: – Bene. La mamma esce di casa e dice vado a fare la spesa. Poi esce il papà. Dove va? Cosa dice al figlio?

Bambini: – Vado allo stadio.

Quello di Officina Dinamo non è certo un pubblico tradizionalista. Dal canto suo Piccolo blu piccolo giallo è un testo finito addirittura nella lista dei 49 libri censurati nelle scuole dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Eravamo su un terreno favorevole a un immaginario aperto, nuovo, tutto da esplorare. Eppure anche qui le donne fanno la spesa e gli uomini vanno allo stadio.

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