Oblio

Sono da poco entrata nella fase della vita in cui si decide di farla finita con i bilanci e ci si rimette in pista come se niente fosse. E tutto accade come su un set hollywoodiano, dove Michelle Pfeiffer si imbratta la camicia indossata per un appuntamento di lavoro e si perde la figlia di uno sconosciuto, mentre Sarah Jessica Parker prende a martellate una torta per farla sembrare artigianale. Non è finzione. È vero. È il quotidiano delle donne che lavorano e hanno figli.

Ogni giorno. Arriva sempre il momento in cui i fatti precipitano, i figli alzano la voce per farsi sentire, il telefono squilla. Disturbo? No, anziNon si fa in tempo a chiudere una cosa che già se ne è aperta un’altra. Martedì. Lezione di kudo, non karate, kudo, che è un’altra cosa. Per allenarsi serve il gi, cioè la divisa legata dalla cintura del colore del livello dell’allievo. Orlando ha appena cominciato e ce l’ha bianca. Siamo pronti, non manca niente. E invece manca qualcosa. Qualcosa di importante. Imprenscindibile. La divisa. Non c’è. È rimasta nella cesta dei panni sporchi che strabocca come un vulcano in piena attività. La guardo, ci penso, ci ripenso. La riprendo da . Non importa che sia sporca, spiegazzata, schifosa. La prendo, gliela metto nello zaino così come è e faccio finta di niente. Arrivano le otto. Nessuno ha cucinato. L’altro giorno senza neanche pensarci ho comprato un chilo di cicoria da pulire ma non l’ho mai pulita e quando apro il frigo lei mi guarda e mi dice: sto per andare a male. Intanto Orlando mi ripete che ha fame, ma non c’è niente di pronto. È un’emergenza. Pasta col parmigianouna carota pelata. Una dieta equilibrata e facile da realizzare. Chissenefrega della cicoria. Quando in tutta la sua frugalità la cena è pronta e servita in tavolaarriva il padre di mio figlio che fa: sempre pasta in bianco? Ma io vado avanti. Non lo sento. Allora lui mi guarda e mi dice: potresti stare tranquilla e invece ti sei messa dentro questo casino. Il casino di cui lui parla è la mia vita.

Ma io ho le mie stanze segrete, dove leggo e scrivo. Oblio. Caro vecchio neon. Wallace racconta il suicidio di Neal l’impostore, un uomo alla ricerca incessante di un’immagine di da offrire al mondo, di una maschera capace di nascondere la persona vuota e disonesta che sente di essere. Un episodio dopo l’altro. Una elucubrazione dopo l’altra. Finoquando l’autore ci schiaffeggia ribaltando i ruoli di chi scrive chi legge e chi è narrato, e rivelando il suo dolore scrive: in altre parole David Wallace che cercava, anche solo per l’istante che ha le palpebre abbassate, in qualche modo di riconciliare quello che quel tipo radiante era parso all’esterno con la cosa che all’interno lo aveva indotto a suicidarsi in modo così teatrale e indubbiamente doloroso – con David Wallace peraltro pienamente cosciente che il cliché secondo il quale non si può mai sapere veramente cosa avviene dentro qualcuno è vecchio e insulso ma al tempo stesso cercava molto coscientemente di impedire a quella consapevolezza di sbeffeggiare il tentativo o di spingere tutta quella linea di pensiero in quella specie di spirale ripiegata su se stessa che non ti permette di arrivare a niente (essendo ormai passato parecchio tempo dal 1981, naturalmente, e David Wallace è uscito da anni di conflitti letteralmente indescrivibili con se stesso con una potenza di fuoco alquanto superiore rispetto ai tempi della scuola ad Aurora West), la parte più reale, più tollerante e sentimentale di lui a imporre all’altra parte di tacere come se la guardasse occhi negli occhi dicendo, quasi ad alta voce: «Non una parola di più»

Annunci

One thought on “Oblio”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...