speriamo

Roma è una città calda anche durante le estati anomale. Era calda ai tempi dell’era glaciale e sarebbe calda senza il riscaldamento globale. Le vacanze qui si presentano con puntualità. Unico appuntamento romano a essere rispettato. L’estate arriva ed è inesorabile.

Il nostro tragitto da casa a scuola ha le ore contate. Iniziano le vacanze estive e a settembre tutto cambierà. La scuola, la zona, i compagni, l’ambiente, il metodo, i mezzi di trasporto, le abitudini. Fra tre mesi volteremo pagina e un’era si chiuderà. Dispiace? No. Anzi. Però il nuovo provoca sempre un po’ di agitazione.

Ci metteremo nelle mani della nuova maestra. Sicuri che darà le risposte che non abbiamo ancora ricevuto. Che sarà seria, mai approssimativa, preparata, onesta, in gamba. Non importa se rivelerà alcune rigidità e spigolosità. L’importante è che ci conduca al di là, nel nuovo mondo, dove le cose funzionano. Forse non erano proprio le cose che volevamo. Ma a questo punto basta che funzionino.

Latitudine 41.9 Nord. Longitudine 12.416667 Est: entriamo ora nell’era della speranza.

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La città eterna aspetta il Messia. Nessuno ci crede davvero, e se mai dovesse arrivare i romani sarebbero pronti a rimetterlo in croce in quattro e quattr’otto. Eppure lo aspettano volentieri, perché in fondo l’attesa ha un buon sapore. Quello del tempo dei desideri. È mentre aspettiamo che immaginiamo le cose e pensiamo a come le vorremmo. È nell’attesa che nascono le idee migliori.

La lista dei desideri dei romani è lunghissima. Potenzialmente infinita. D’altronde la città è ridotta male e di cose da fare ce ne sono. Per evitare che qualcosa sfugga al calendario degli impegni cittadini, ogni romano dice la sua, spinto da un’inusuale voglia di partecipare alla compilazione. C’è chi oltre a indicare i problemi, approfondisce escogitando interi ventagli di soluzioni.

Iniziamo dalle buche. Si inizia sempre dalle buche. Alcuni propongono addirittura di differenziarle per lunghezza della strada di appartenenza: fino a cento metri si rifà tutto l’asfalto, oltre si studiano tipologie di intervento diverse. Passiamo ai cassonetti. È arrivato il momento di svuotarli. Entriamo nel parco giochi e derattizziamolo. Derattizziamo Roma che è piena di topi. Aboliamo Equitalia. Abbassiamo le tasse.

A Roma in questi giorni se ne sentono di tutti i colori. A un primo sguardo sembra che tra i desideri dei romani ci sia solo la volontà di mettere delle toppe. È questo il senso del loro voto. Basta grandi sistemi, ideali e scarpe rotte. Basta essere velleitari. È arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, che in una città di oltre tre milioni di persone non è una passeggiata. A guardare più attentamente però, ci si accorge che nella lista dei desideri sono entrate di straforo le ombre di alcuni vecchi massimi sistemi. Ridotti un po’ male, trasformati quasi fino a essere irriconoscibili. Ma sono loro. Per esempio il desiderio di una legge che stabilisca il tetto massimo della ricchezza pro capite degli italiani. Vero e proprio caso di protocomunismo, quando ancora non si sapeva che per arginare le strabordanti ricchezze di pochi sarebbero scoppiate rivoluzioni che avrebbero fatto morti e feriti, ottenendo risultati quasi disastrosi. O la proposta dal sapore socialdemocratico del reddito di cittadinanza, che arriva un po’ tardi. Ma come? Ti verrebbe da dire. Proprio adesso? Con tutto quello che c’è da fare?

Nonostante tutto, in queste suggestioni c’è qualcosa che mi piace. È la fantasia. La fantasia dei desideri. Il fatto che esistano e che vengano nominati, anche dai romani, notoriamente cinici e disincantati.

Mi piacerebbe farne un’ampia lista perché in questi desideri si nascondono le gioie, i dolori, i pensieri, gli umori degli Italiani. Eccone alcuni tratti da movimento5stelle.it

Albo degli inquilini morosi.

Diminuzione tasse lavoratori autonomi con P.I. senza dipendenti.

Precedenza posti di lavoro agli Italiani.

Trasferimento delle restituzioni dei parlamentari dal Fondo per le PMI al Fondo per l’edilizia scolastica.

Microchip a tutti gli animali da privati e enti pubblici.

Abolizione della legge 107/2015.

Diversificazione costi e durata biglietti Atac.

Interdizione dai pubblici uffici dei pregiudicati.

Abolizione centri per l’impiego.

Abolizione dei senatori a vita.

Rafforzamento e regolamentazione dei sistema taxi a Roma.

Esclusione canone Rai.

Telecamere obbligatorie in asili e case di cura.

Esclusione di auto elettriche e segwey da Villa Borghese.

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domenica al macro

Orlando di fronte a  Gioacchino Pontrelli Ho ricostruito l'incanto

Orlando di fronte a
Gioacchino Pontrelli
Ho ricostruito l’incanto

a caccia di film. la storia infinita

la storia infinita

devi stare male se vuoi guarire

o delle infinite rinascite

i grandi e i piccoli

grandi e piccoli

A quasi un mese dalla sua entrata in casa, la varicella, propagatasi di figlio in padre, finalmente ci lascia e noi la salutiamo con gioia. Varicella addio!

Il brutto di queste esantematiche, per chi le ha già avute, è che costringono i propri cari a stare in casa, in un rapporto di convivenza coatta che la metà basta per impazzire. “Immagina in carcere” ho detto io e il padre di mio figlio ha risposto “almeno lì stanno solo tra maschi”. Certo, è vero, ma nemmeno così il gioco vale la candela e io, dal canto mio, continuo a farmi impressionare da chi invoca la gogna e la galera, sicuro che tanto non lo riguarderà mai da vicino, senza considerare che le sorprese, sia le belle che le brutte, vengono a bussare alla porta di chiunque inaspettatamente, costringendo a rimettere le mani su tutto ciò che fino a quel momento si è sostenuto.

Se la vita non riservasse sorprese, il mondo sembrerebbe un luogo sicuro di quarantene. Come dire: io sto qui all’aria aperta e dall’altra parte, ben chiusi e separati, ci sono gli stronzi, gli sfigati, quelli che non ce la fanno, che se la sono cercata, i brutti, gli sporchi, i cattivi. E più loro sono isolati, più tutti gli altri sono al riparo dal contagio. Allora gli onesti, i puliti, i sani si sentono invincibili e possono puntare il dito contro il resto del mondo. Il meccanismo è semplice quanto fragile. Il più piccolo movimento di caduta comporta l’esilio da quella strana terra in cui ci si sente a posto con se stessi. Non sono bastate generazioni di protagonisti cattivi di film visti decine di volte, non è bastato spiderman nero a farci affezionare, anche nel mondo reale, a quel caos un po’ malato che vive al di là dell’ordine. La realtà è l’unico luogo dove il bene continua a credersi al sicuro.

Dalle finestre della quarantena, noi guardavamo mezza Italia prepararsi a votare, innervositi da questo nostro star chiusi. Però le cose si possono osservare da prospettive insolite, e allora l’isolamento si trasforma in un moto ascetico attraverso il quale scorgere il reale e l’immaginario.

Non mi dispiacciono certe ingenuità, che possono nascondere delle risorse; non mi irrita che Virginia Raggi dica di sé sindaco invece di sindaca, che poi ci sarebbe da chiedersi se il problema è suo o delle femministe che l’hanno preceduta senza lasciare traccia, perché si sa, se lo studente non sa niente è sempre colpa sua, mica dell’insegnante; non mi sconvolge l’idea rocambolesca della funivia, che non è nemmeno originale; non mi spaventano i pannolini lavabili, vista l’età di Orlando, anche se allora provandoli li ho trovati un oggetto al limite della crudeltà, che obbliga la neomamma a dolorosi passaggi di smacchiatura in un momento della vita già piuttosto impegnativo; non mi piace ma non ritengo pregiudizievole il tentativo di istituzionalizzare abitudini sociali e libere come quella dei gas (gruppi di acquisto solidale). No, per tutto questo non avrei dubbi e al ballottaggio voterei Raggi. Io mi spavento quando leggo: i nostri candidati non devono avere nemmeno una multa non pagata. Allora mi guardo alle spalle e tremo chiedendomi: io? Le ho pagate tutte? Ce ne sono in sospeso? Ho parcheggiato bene o davanti al solito divieto di sosta? E chi è quell’essere tanto puro da non avere nemmeno una multa in sospeso? Ma poi, se esistesse, mi interesserebbe? È questa la purezza? Aver pagato ogni multa recapitata? Esiste davvero la purezza? Ma non è colpa loro. È che il mondo è pieno di luoghi in cui rinchiudere gli altri e di cui non è così facile sbarazzarsi. D’altronde sentire sedicenti esperti ripetere: tu non sei capace, lascia che ci penso io, adesso ti spiego, mi ricorda tanto la maestra che toglieva le forbici ai bambini perché lei tagliava meglio. Io queste forbici a Virginia Raggi quasi quasi gliele darei. Poi, se non riesce a usarle, le passeremo a qualcun altro. Certo, la pista ciclabile me la deve fare davvero.

mia madre#2

mia madre#2 matita su carta orlando giugno 2016

mia madre#2
matita su carta
orlando
giugno 2016

attraversare il labirinto

la biglia nel labirinto kapla e biglie orlando 5 giugno 2016

la biglia nel labirinto
kapla e biglie
orlando
5 giugno 2016

la biglia nel labirinto

la biglia nel labirinto

la biglia nel labirinto

la biglia nel labirinto

 

la valigia del bookcrossing

La valigia sarà portata al parco giochi di Genazzano e utilizzata per un’operazione di bookcrossing che ha coinvolto diversi artisti

Il barone rampante tempera e vernice su plastica Orlando maggio 2016

Il barone rampante
tempera e vernice su plastica
Orlando
maggio 2016

Il barone rampante retro

Il barone rampante
retro

Il barone rampante interno

Il barone rampante
interno

 

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