con tutto il cuore

René Magritte

Nove giorni fa ero a piazza Navona per salutare Marco Pannella e abbracciare Mirella Parachini. E ringraziarli. Perché nella vita mi è toccato affrontare un aborto terapeutico, di cui ho parlato pubblicamente in un articolo che ha dato modo al giornale Gli Altri di dedicare un intero numero all’obiezione di coscienza alla legge 194. Ringraziarli, non solo loro certo, per la battaglia che ha sottratto l’interruzione di gravidanza alla pena, quindi alla punibilità, consegnandola con fiducia nelle mani di ogni singola donna. Per averlo fatto rinunciando al giudizio e ai massimi sistemi, a inutili analisi del dolore, che non parlano a nessuno se non a coloro che ne sono fuori.

Sei anni fa ho fatto l’unica scelta possibile per me, perché ogni ora che passava la mia gravidanza diventava più dolorosa. E io non potevo che andare altrove. Qualsiasi giudizio sarebbe inutile.

A meno di un anno dal nostro primo incontro, Mirella ha fatto nascere mio figlio Orlando, in una notte piena di cose per me e per lei.

Ringrazio Marco Pannella per essersi occupato di pena e di giudizio. In un percorso appassionato e solitario, questa volta sì.

Ci ho pensato e ripensato, e alla fine ho deciso di votare il partito radicale alle prossime amministrative di Roma. Non solo per le battaglie sui diritti civili, ma per averle affrontate a cuore aperto, strappandole alla deriva delle astrazioni, per aver difeso la vita dalle pene e dai giudizi.

 

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