i lupi di orlando

i lupi di Orlando pennarello su carta Orlando giugno 2015

i lupi di Orlando
pennarello su carta
giugno 2015

Orlando ha sognato dei lupi che lo hanno spaventato e svegliato. Questa mattina li ha disegnati e la paura se ne è andata.

 

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Elsa. La magia del freddo

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Elsa. La magia del freddo, pennarello su carta, Orlando, giugno 2015

che fine ha fatto il principe azzurro?

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Immersi nel caldo romano nei pochi metri quadri di un’utilitaria, mia sorella ci raccontava la storia di Maleficent. La bella addormentata dal punto di vista della strega. L’aspetto debole del film, diceva, sta nei veri genitori, quasi inesistenti. Anche in Rapunzel, dico io. Due sovrani ai quali viene rapita l’unica figlia, che non trovano niente di meglio da fare che lanciare nel cielo lanterne volanti il giorno del suo compleanno.

Evidentemente la coppia è in crisi. Non quella che incontriamo per strada, nei parchi, tra gli amici, in casa. È in crisi la coppia dei nostri sogni, dell’immaginario, dei ricordi, degli orizzonti, delle parole, delle favole, del profondo. La coppia che ci protegge, quella dei nostri genitori. Evanescentemente se ne va.

In questi giorni io e Orlando stiamo facendo le prove tecniche per la scuola che inizierà a settembre. La ludoteca ha organizzato un campo estivo per i bambini del quartiere e noi abbiamo aderito. Si arriva la mattina e si mangia al sacco. L’altro giorno, dopo pranzo, mi sono affacciata per controllare che tutto andasse bene e ho trovato i bambini seduti come al cinema di fronte a Frozen. Nel pomeriggio abbiamo comprato il libro per poter ripassare all’infinito la fiaba finché non saremo esausti e pronti a passare alla prossima storia. E mentre la leggevamo, io e il padre ci chiedevamo: e il principe azzurro? A che serve se non restituisce la vita come accadeva alla Bella addormentata, a Biancaneve, a Cenerentola? Anche in Maleficent a offrire la salvezza alla ragazza colpita dall’incantesimo non è un uomo ma la strega. Una strega capace di amore, verso l’uomo che la tradisce e infine verso la fanciulla sulla quale si vendica. Capace di redenzione.

Per Elsa non c’è principe azzurro all’orizzonte. Anna ne incontra uno fasullo, poi uno buono, che non le serve però a salvarsi dal freddo che le sta divorando il cuore. Sarà l’amore tra sorelle ad affrancarle dall’errore di genitori – quello sì un maleficio – che di fronte al potere magico della figlia, decidono di legarle le mani, di coprirgliele, impedendole di imparare a governare quella sua forza. Due genitori che non trovano altro ruolo che mettere i bastoni tra le ruote del destino dei figli.

A pensarci bene, però, la madre non è scomparsa dalle nostre favole. Lei c’è eccome, nascosta dietro una matrigna o una strega, avvolta in un maleficio. È una madre ambivalente, arrabbiata, lasciata sola a cavarsela con un destino complicatissimo. Nel bene e nel male è un’eroina. Accanto all’altra figura eroica: la figlia che cerca di affrancarsi dal suo potere. Regine e principesse esistono ancora, seppure in abiti nuovi e un po’ trasandati. E non si tratta delle mogli del re, divenute trasparenti, piccole e insufficienti. A campeggiare nelle favole sono donne sole, spesso tradite da figure maschili esigue.

Intanto il principe azzurro sembra morto, sia quello di competenza della madre che quello della figlia, sia quello che chiude il cerchio che quello che lo riapre. La storia non è più affidata a lui, si è trasferita altrove. Alle figlie, lasciate libere di usare la magia, e ai loro giovani compagni affrancati dai vecchi modelli. Il nostro ruolo di adulti è compromesso. Le nostre relazioni sono danneggiate e hanno bisogno di essere riformulate sulla base di una vera, nuova complicità con l’Altro, luogo in cui risiede, forse, qualche risposta.

Inutile invocare l’autorevolezza della vecchia coppia, che ha finito il suo tempo. Inutile scandalizzarsi della tirannia dei figli, di cui tanto si parla. Inutile legare loro le mani e appellarsi alla gerarchia e all’obbedienza. A questo punto abbiamo solo bisogno di sostanza. E che la magia ci regali nuove forme.

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