Il bar delle grandi speranze di JR Moehringer. Ovvero come diventare grandi

il_bar_delle_grandi_speranze_jr_moehringer Leggere romanzi americani mi fa respirare. Come se niente fosse scontato e il mondo ancora tutto da fare. In confronto gli attuali Europei sono vecchi, un po’ scontati, decisamente sottotono. Appartenenti a cordate, famiglie, salotti che ne garantiscono lo status, danno l’impressione di essere sempre stati seduti. Insomma sono noiosi, caratteristica non proprio adatta a fare un grande autore. Dopo aver letto Open di Agassi, non potevo perdermi il libro firmato dall’autore che ha aiutato il tennista a scrivere la sua autobiografia: JR Moehringer. Il bar delle grandi speranze. Ovvero il racconto della sua vita. Particolarmente felice la collaborazione tra un uomo che ha subito un padre padrone e un altro la cui figura paterna è stata ridotta a una voce: JR Moehrinnger è stato cresciuto dalla madre, lontano dal padre alcolista e speaker radiofonico. Alcuni passaggi del romanzo parlano del mio rapporto con Orlando, anche se lui un padre ce l’ha. Perché in fondo ogni madre è sola con il figlio, anche se non lo è. E ogni figlio è solo con la madre, anche se non lo è. Non è soltanto questione di tempo, di ore trascorse insieme, che comunque contano nel bilancio delle cose che accadono. Il rapporto madre figlio è forse l’esperienza più grande che si possa fare dell’altro da sé. Almeno per me è così. E se finora l’ho percepita sulla mia persona, le pagine di JR Moehringer hanno ribaltato il mio punto di vista e ho ascoltato quella stessa esperienza raccontata da un figlio. Perché ogni maschio nasce dall’altro da sé per antonomasia, la femmina. E come può un maschio, sotto la grande ombra dell’amore materno, ricavarsi la strada che lo porterà alla separazione e alla costruzione della propria, differente identità? Perché in questo luogo originario, stranamente, non è lei ma lui a fare la differenza, e per una volta nel sistema “l’uno e l’altro” l’altro è il maschio. Ma ogni madre rischia di essere ingombrante per il figlio. Lungo tutto il libro JR è alla ricerca di un padre, alla radio come tra gli uomini del bar. E se il padre biologico è una chimera, un mondo impossibile e incorporeo che materializzandosi si rivela orrendo, quello del bar è un padre corale, un po’ sbilenco, notturno e alcolico, un modello positivo che a un certo punto però va superato, pena il fallimento di sé. Un bel romanzo di formazione, dove resta sempre sottesa la figura della madre, anche quando non viene nominata. Una donna che aiuta il figlio a separarsi, tagliandosi progressivamente via da lui pezzetti di sé fino a lasciarlo libero. Verrebbe da dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna dotata di immenso coraggio. Un romanzo da leggere, soprattutto se si è madri di un figlio maschio e unico.

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